I benefici della Vitamina D

  • 07/01/2021

Ultimamente sentiamo sempre più parlare della vitamina D ed è giusto, visto che è particolarmente importante ed è stata per troppo tempo sottovalutata; a dimostrazione di questo vi sottolineo il fatto che nonostante svolga una funzione più ormonale continua ad essere ancora definita semplice vitamina. La vitamina D è un nutriente che il nostro organismo produce tramite la pelle grazie alla luce solare. Quando nei mesi invernali l’esposizione al sole scarseggia, il corpo sfrutta le sue riserve infatti la D è una vitamina liposolubile e viene quindi accumulata nel fegato che la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario Per produrre la quantità sufficiente di vitamina D3 necessaria al funzionamento dell'organismo sono richiesti almeno 15 minuti al giorno di esposizione al sole, senza creme protettive con filtri (UV). 

In natura, la vitamina D esiste in due varianti: 

- la vitamina D2 (ergocalciferolo), presente prevalentemente nei vegetali (frutta, verdura e funghi)

- la vitamina D3 (colecalciferolo) che viene sintetizzata dalla pelle in seguito all'esposizione ai raggi solari. 

I BENEFICI 

I benefici della vitamina D riguardano soprattutto il suo ruolo determinante nell'assorbimento del calcio, essenziale per una corretta mineralizzazione delle ossa e dei denti durante l'accrescimento e il mantenimento della massa ossea nel corso della vita adulta. La vitamina D contribuisce a mantenere normali i livelli di calcio nel sangue, tramite la liberazione di questo minerale dal suo deposito nelle ossa e impedisce al calcio di depositarsi in altri tessuti del corpo come le arterie, i reni, le cartilagini ossee, dove potrebbe determinare disfunzioni e patologie severe (arteriosclerosi, calcificazioni tissutali ecc.). L'azione di regolazione dei livelli di calcio nel sangue da parte della vitamina D è importante anche per contribuire al mantenimento della normale funzionalità muscolare, essendo il calcio un neurotrasmettitore fondamentale per una corretta contrazione del cuore e degli altri muscoli dell'organismo. Diversi studi hanno dimostrato che la vitamina D contribuisce anche alla normale funzione di regolazione del sistema immunitario e nervoso potendo contribuire così alla protezione dalle infezioni. 

DOVE È PRESENTE LA VITAMINA D? 

I cibi comuni che troviamo nella nostra dieta non rappresentano buone fonti di vitamina D tuttavia, un consumo regolare di quelli che ne sono più ricchi può, in parte, controbilanciare l'insufficiente produzione da parte della pelle nei periodi di minore esposizione al sole. La principale fonte vegetale di vitamina D è rappresentata dai funghi, mentre la verdura e la frutta ne contengono molto poca e sempre nella variante meno biodisponibile (vitamina D2). Gli alimenti che contengono le maggiori quantità vitamina D sono pesci come salmone, aringa, sgombro, sardine e altri pesci dei mari del Nord, ricchi anche di grassi omega-3, il fegato di suino, il latte e lo yogurt interi, il burro, i formaggi grassi, le uova. Naturalmente la qualità di questi alimenti incide sulla quantità di vitamina D al suo interno, prodotti che derivano da un animale allevato in maniera intensiva non potranno certo essere paragonati a quelli che vengono da uno allevato all’aria aperta in maniera sana e naturale. 

CARENZA DI VITAMINA D 

Un apporto insufficiente di vitamina D protratto abbastanza a lungo può portare allo sviluppo di innumerevoli disturbi e disfunzioni poiché tale vitamina è coinvolta nella regolazione di molte funzioni metaboliche fondamentali. In età pediatrica i possibili sintomi di una grave carenza di vitamina D sono il rachitismo e lo sviluppo di fragilità e malformazioni ossee. In età adulta, soprattutto nella donna a partire dai 40-45 anni e in entrambi i sessi dopo i 55-60 anni, bassi livelli di vitamina D nel sangue, oltre alla debolezza muscolare e dolori intercostali, causano la perdita di massa ossea (osteopenia) e lo sviluppo di osteoporosi, con conseguente maggiore propensione a fratture e a deformazioni scheletriche. 

ECCESSO DI VITAMINA D 

I sintomi di un apporto eccessivo di vitamina D possono essere lievi e generici come nausea, diarrea e debolezza, oppure più gravi specifici, come ipercalcemia, alterazioni renali (nefrocalcinosi) e calcificazione dei tessuti molli. La probabilità di andare incontro a situazioni di sovradosaggio della vitamina D attraverso la sola dieta o con integratori alimentari correttamente assunti e formulati è remota. Non esistono, infatti, cibi di uso comune che possono provocare un eccesso di vitamina D. 

COSA PUÒ PROVOCARE UNA CARENZA DI VITAMINA D? 

Una carenza di questa vitamina può derivare da comportamenti che impediscano l’esposizione al sole, come il vestirsi troppo coperti, l’utilizzare protezioni solari troppo elevate o il restare al chiuso per lunghe ore, soprattutto quelle centrali della giornata, visto che la vitamina D viene sviluppata dalla pelle non in tutte le ore di luce (infatti solo a determinati angoli il sole stimola questa funzione dell’organismo). La lunghezza d’onda dei raggi solari UVB che induce la produzione di vitamina D nell’organismo è 290-315 nanometri dunque se i raggi UVB sono al di fuori di questa frequenza limitata, la vitamina D non viene prodotta dal corpo. La vitamina D inoltre viene dispersa anche a causa di comportamenti poco sani come l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. Inoltre, l’uso di alcuni farmaci può influire sulla quantità di tale vitamina. 

CONSIGLIO 

Alla luce di quanto detto consiglio di prendere in considerazione un eventuale integrazione soprattutto nei mesi invernali e naturalmente di farsi seguire da professionisti del settore: un buon nutrizionista saprà consigliarvi le dosi opportune e le tempistiche adatte al vostro caso. Ricordate che: 

"I raggi UVB non riescono a penetrare attraverso i vetri o i vestiti, quindi semplicemente stando seduti vicino alla finestra non si produce vitamina D."